La roadmap delle imprese per raggiungere l’autonomia energetica

1° step: Controlla  Cambia  Risparmia

L’Italia continua a distinguersi in Europa per il costo elevato dell’energia elettrica.

Prima delle recenti tensioni geopolitiche ed economiche, non era il prezzo dell’energia in sé a fare la differenza, ma il peso eccezionalmente alto degli oneri di sistema, legati soprattutto agli ormai risalenti incentivi alle rinnovabili e ai meccanismi di capacità.

Ora, a seguito della guerra in atto nel Medio Oriente, lo scenario è cambiato anche sotto questo profilo: si calcola che, per l’impatto sulle bollette di energia elettrica e gas, il costo per le imprese italiane raggiunga il 13,5% in più rispetto allo scorso anno.

L’elenco dei settori più a rischio è lungo e preoccupante: tra i tanti l’alimentare, il metallurgico, il chimico, il tessile, l’alberghiero, ecc.

È un fardello che riduce ulteriormente la competitività delle nostre imprese, rappresentando un pesante svantaggio competitivo, specie nei settori esposti alla concorrenza internazionale.

Ecco allora che il percorso si snoda dall’essere totalmente (o quasi) dipendenti dalla fornitura di energia dalla rete al diventare totalmente (o quasi) autonomi sotto il profilo energetico.

Ottenere l’ambizioso traguardo, sulle orme della celebre frase “Ogni lungo viaggio comincia con un primo passo”, attribuita al filosofo cinese Lao Tzu, significa:

  1. Controllare i costi energetici

Se il PUN è un dato pubblico direttamente verificabile, lo spread invece non sempre viene indicato in bolletta, nè come voce, nè come importo unitario espresso in €/kWh.

Se in bolletta compare l’indicazione “PUN*(1,1)” oppure “prezzo indicizzato PUN” e/o indicazioni simili, significa che in bolletta al prezzo “base” ovvero al Prezzo Unico Nazionale (pubblicato dal GSE e dunque verificabile) è già stato applicato un incremento, sul quale poi, ovviamente, verrà applicato l’ulteriore incremento dello spread…

Le offerte vanno controllate voce per voce come, del pari, vanno analizzate le formule usate per determinare il prezzo di vendita dell’energia elettrica/della materia energia naturale/della quota consumi ovvero di altre diciture che possono rinvenirsi nelle bollette.

  1. Cambiare fornitore

In Italia 1 impresa su 3 ha problemi energetici che il fornitore non risolve.

Nel nostro Paese 2 imprese su 4 hanno paura di cambiare fornitore perché temono (senza alcun ragionato motivo) interruzioni nell’erogazione dell’energia.

Per chi ha consumi annui superiori ad almeno 300MW, cambiare significa ricercare:

-fornitori grossisti (i resellers, con tutto il rispetto per la loro attività, costituiscono un ulteriore anello della catena la cui -doverosa- remunerazione comporta un inevitabile ulteriore aumento nel costo di fornitura);

-fornitori le cui bollette non siano opache o criptiche, bensì trasparenti, chiare e comprensibili;

-fornitori affidabili cha diano garanzie di solidità e stabilità nel tempo.

  1. Risparmiare

Ogni Euro risparmiato è un Euro guadagnato.

Per destinare ad altre risorse aziendali, per fare innovazione e ricerca, per investire in efficientamento energetico….

E’ questo solo il primo, primissimo, punto di partenza che le imprese devono affrontare per il raggiungimento dell’indipendenza energetica.

E grazie alla nostra roadmap di soluzioni energetiche a 360° le imprese ottengono ulteriori vantaggi:

-riducono l’impatto produttivo sull’ambiente;

-si rendono via via più autonome sotto il profilo dell’approvvigionamento energetico;

-riducono i consumi dando qualità all’energia;

-gestiscono l’intermittenza delle energie rinnovabili ed i picchi di carico;

-riducono gli sprechi.

Quali sono queste macro-tappe e come attuarle ?

Al nostro prossimo articolo …