
Sbalzi di tensione, rottura di schede elettroniche e soluzione
L’energia erogata dovrebbe essere stabile e costante.
Ma così non è !
Numerosi, infatti, sono i fattori esterni di distorsione e di causazione dell’instabilità della corrente:
-variazioni rapide e temporanee (sbalzi di tensione) che si manifestano come:
- aumenti improvvisi della tensione elettrica (sovratensioni/picchi) oppure
- cadute improvvise della tensione (sottotensioni/cali di tensione/micro-interruzioni),
-“switch” tra le diverse fonti di energia utilizzate (rete, fotovoltaico, BESS),
-interruzioni prolungate (blackout),
-perturbazioni del campo elettromagnetico.
Tutti questi fattori sono causa comune di danneggiamento dei dispositivi IT collegati, malfunzionamenti o interruzioni nel funzionamento degli apparecchi, riduzione della resistenza elettrica all’interno dei circuiti, rottura delle schede elettroniche – specie a causa dei fenomeni legati al distacco della corrente, al conseguente suo ripristino ed al riattacco contemporaneo dei dispositivi elettrici dopo lo sbalzo – fino ad arrivare all’estremo di potenziali scosse, folgorazioni, surriscaldamenti o incendi.
Ogni sbalzo di corrente, qualsiasi micro-interruzione, cali e picchi di tensione impattano e danneggiano attrezzature ed impianti produttivi.
Più nello specifico l’impatto si registra su impianti, apparecchi, dispositivi e attrezzature, cagionando:
– funzionamento irregolare,
– manutenzione più frequente,
– costi per riparazioni e sostituzioni,
– tempi per pulizia e sanificazione (per il riavvio degli apparati),
– degrado/usura prematura,
– durata di vita ridotta,
– rottura di schede elettroniche e altri componenti.
E’ possibile prevenire ed evitare l’evento inserendo uno stabilizzatore di corrente ad algoritmo dinamico, a monte dell’impianto elettrico del sito produttivo (o del complesso residenziale).
Così si stabilizza l’energia in entrata e si evitano picchi, cali di tensione e micro-interruzioni (ed i danni conseguenti, diretti ed indiretti).
E così facendo si evita anche il ripetersi di aperture di sinistro, ispezioni dei periti (propri e dell’assicurazione), impiego di tempo e risorse dell’ufficio amministrazione, contestazioni sull’indennizzo e successivi aumenti di premio.
Dovendosi infatti applicare le clausole del contratto di assicurazione quali franchigie, stop loss e considerato che l’impianto, il dispositivo, ecc. anche quando sono di recente installazione/utilizzo non possono essere rimborsati con il valore a nuovo, l’impresa assicurata non riceverà mai l’integrale valore del bene danneggiato.
Senza considerare i danni indiretti cagionati dal mancato uso del bene stesso, magari il fermo di produzione e/o le mancate consegne ai clienti ….
Meglio pensare allo stabilizzatore di corrente che, grazie anche all’iper ammortamento, si ripaga da sè….

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